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PC in Europa: Acer crolla, Apple è l’unica che cresce

Nel secondo trimestre del 2011 le vendite dei PC in Europa occidentale sono crollate del 18,9 percento, con una débâcle totale per Acer, che perde il 44,6 percento e un panorama complessivamente desolante dal quale solo Apple esce indenne. Questa è, in sintesi, la fotografia della situazione del mercato PC scattata da Gartner.

A soffrire sono stati, secondo la società di ricerca, sia il mercato professionale sia quello consumer, con particolari difficoltà a carico di notebook e netbook, che hanno perso rispettivamente il 20,4 e il 53 percento nei confronti dello stesso periodo dello scorso anno. I PC desktop navigano a vista da tempo ormai, e la china discendente è proseguita anche nel periodo in esame, con perdite pari al 15,4 percento anno su anno.I dati negativi a carico dei netbook giustificano in buona parte le perdite di Asus, che nel secondo trimestre ha lasciato sul campo il 22,9 percento rispetto allo stesso periodo del 2010. Se la cava meglio, ma non può certo dirsi soddisfatta, Dell che perde il 12,7 percento e mantiene la terza posizione nella classifica europea.

A sorprendere è in primo luogo il dato di HP, alla luce dell’annuncio dell’amministratore delegato Leo Apotheker di voler dismettere la divisione PC:  fra i primi cinque produttori europei HP è quello che ha perso meno (solo il 6,1 percento di quote di mercato) e, nonostante la crisi, è riuscito a guadagnare la leadership.

Probabilmente sarà necessario un anno per lo spin-off approvato dal consiglio di amministrazione di Palo Alto, ma in questo periodo non sarà facile convincere i clienti a dare ancora fiducia all’azienda, quindi il dato sulle vendite di HP sarà da riconsiderare alla luce dei dati del terzo trimestre 2011, e soprattutto di quelli immediatamente successivi.

A pagare più di tutti la situazione di crisi è stata Acer, che ha fatto un balzo indietro di quasi il 45% percento. L’azienda ha visto ridotte al lumicino le vendite dei netbook, ma non ha saputo tamponare la situazione negli altri settori.

Qualche settimana fa i dirigenti avevano ammesso che le spedizioni dei notebook, un tempo fiore all’occhiello dell’azienda, quest’anno sarebbero cresciute con percentuali a una singola cifra: una notizia negativa che però, alla luce delle perdite del secondo trimestre, sarebbe un traguardo quantomeno auspicabile.

Inoltre ha dovuto gestire il grosso problema delle eccedenze di magazzino scoperte in Europa, che non saranno del tutto smaltite fino alla fine del terzo trimestre, con tutti i costi e le perdite che questo comporta.

Secondo l’analista di Gartner Isabelle Durand, proprio le forti perdite di Acer hanno trascinato verso il basso le vendite di tutto il settore PC in Europa più del previsto. “Acer ha giacenze di magazzino significative che hanno portato alla sua debole performance, ma che hanno anche impedito di altri produttori di spingere le nuove spedizioni sul canale”. Oltre alle quote di mercato Acer ha perso la prima posizione in Europa ed è scesa al secondo posto.

L’unico produttore a non registrare perdite è Apple, che non ha certo fatto scintille con un incremento della quota di mercato dello 0,5 percento, ma per lo meno è riuscita a mantenere il segno positivo e ha scalzato Toshiba dalla quinta posizione. Da notare che il sistema di classificazione di Gartner (così come quello di IDC) non tiene conto dei cosiddetti media tablet, quindi il dato relativo ad Apple non contempla gli iPad.

Secondo Meike Escherich, analista di Gartner, “i risultati di questo trimestre evidenziano la persistente debolezza della domanda dei consumatori, e potrebbero indicare un cambiamento strutturale del mercato che minaccia di continuare nel prossimo futuro”.

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