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Qualcomm rappresenta quasi il 50% del mercato dei chip mobili nel 2012, la formula ‘tutto fatto in casa’ paga!

Durante tutto il corso di quest’anno abbiamo più volte sentito parlare di problemi di approvigionamento da parte di Qualcomm, in difficoltà nel riuscire ad evadere la forte domanda di chip Snapdragon S4 fin dalla loro presentazione sul mercato, tanto che alcuni mesi fa il produttore è stato costretto ad appoggiarsi a Samsung per fronteggiare i problemi di produzione. Questo perchè Qualcomm produce praticamente tutto da se con l’ultima generazione di integrati, da una coppia di processori molti veloci, ad una GPU particolarmente performante, connettività Wi-Fi, supporto allo standard Bluetooth, 4G LTE e naturalmente componentistica per il risparmio energetico, gestione del carico delle frequenze ecc…

Secondo l’ultima ricerca pubblicata dalla Strategy Analytics, non dovrebbe essere una sorpresa per nessuno se Qualcomm è riuscita ad accaparrarsi il 48% dei ricavi del mercato dei chip per smartphone durante la prima metà del 2012, ed in ordine subito dopo sono stati elencati Samsung, MediaTek, Broadcom e Texas Instruments.

Quest’ultimi però al contrario di Qualcomm non hanno un chip completamente realizzato da componenti proprie e se prendiamo per esempio in esame Samsung con uno smartphone di fascia economica come il Galaxy Chat, il chip al suo interno è un Broadcom oppure le varianti del Galaxy S3 commercializzate in USA utilizzano chip Qualcomm al posto dei nostri Exynos, quindi nonostante ognuno abbia fonderie di grandi dimensioni e chip proprietari pronti, spesso vengono appaltati ad altri produttori.

Ma portiamo un ulteriore esempio con MediaTek: per chi non lo sapesse, MediaTek fa chip che si trovano di solito negli smartphone di fascia bassa destinati al mercato cinese, indiano e russo, quasi impossibile da trovare in Europa o in America a causa di questioni di proprietà intellettuale. Questo non vuol dire però che i chip MediaTek siano di cattiva qualità, senza di loro non vi sarebbero una buona parte di dispositivi Android dal prezzo inferiore a 100 $, ed anche in questo caso tutto viene fatto nelle fabbriche di proprietà, con costi più bassi.

Per concludere Strategy Anaytics disegna un mercato fortemente dominato da Qualcomm, senza ovviamente disdegnare gli altri produttori che in molti casi sono costretti ad appoggiarsi ad altri durante la realizzazione di un dispositivi, un trend in crescita grazie alla forte domanda del mercato che vedrà ben presto l’entrata in scena in modo più incisivo da parte di Intel che dovrebbe percorrere la stessa strada intrapresa da Qualcomm con la formula “tutto fatto in casa”.

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